Le Iperboli sono numerate, per leggerle tutte scorri la pagina in giù
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IPERBOLE N° 12 (1.2.2012)
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IPERBOLE N° 11 (13.2.2011)
IPERBOLE N° 10 (2.6.2010)
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«...io corro con il
vento, nuoto contro la marea... Elogio dell'ipocrisia Approvato un taglio da 6 milioni. Ridotti i costi della politica da parte del Consiglio regionale. Così titola «Calabria Ora» di ieri, martedì 1 giugno 2010. Ma il quotidiano diretto da Paolo Pollichieni ci informa di ben altro. Per esempio, ci ragguaglia circa l'approvazione dell'assestamento del bilancio di previsione 2010 del Consiglio. E qui sta la sorpresa. Tutte le voci di spesa sono previste in aumento, per un esborso in più, rispetto all'esistente, pari a 3 milioni e 250 mila euro. Ma come, mi chiedo, con una mano tagli sei milioni e con l'altra te ne riprendi più della metà? Forse, mi sono risposto, questi 3,250 milioni servono per fornire servizi, che prima non c'erano, a tutti i calabresi. Hai visto mai che Peppe Scopelliti comincia davvero a tagliare con il vecchio sistema clientelare e parassitario di fare politica e intende distinguersi fin da subito, attuando con grande pragmatismo quella «politica del fare» tanto cara al suo fan-sponsor Silvio, sì, quello che sta a Palazzo Chigi. Ma continuando a leggere l'articolo, ho capito che non ho ancora capito un accidenti della politica calabrese. E che ci casco sempre, la mia ingenuità essendo seconda solo alla mia ignoranza, appunto, politica. Per chi non ha letto «Calabria Ora» riassumo brevemente a che cosa servono quei 3,250 milioni di aumento di spesa sul bilancio 2010. Servono ad impinguare: 1) la diaria spettante ai consiglieri regionali; 2) le indennità di fine mandato (una specie di liquidazione) dei suddetti consiglieri regionali; 3) l'assegno vitalizio (già, la pensione), sempre dei succitati consiglieri regionali; 4) le spese di rappresentanza, attività promozionali e patrocini; 5) rimborsi e contributi al personale addetto alle strutture amministrative del Consiglio regionale (solo per questa voce, addirittura un milione e mezzo di euro di aumento). Beh, se il buon giorno si vede dal mattino, ahinoi, siamo caduti dalla padella nella brace. E attenzione: con la voragine di due miliardi e mezzo di euro della Sanità (ma siamo sicuri che sia questa la cifra esatta di tale deficit? Ho paura che la cifra sia molto più alta, e credo che attualmente nessuno la conosca), non sappiamo ancora cosa ci aspetta. Intendo per tutti noi lavoratori a reddito fisso o pensionati, in regola con il pagamento di addizionali per Regione e Provincia (trattenute direttamente dalla busta paga), canone acqua potabile, tasse sui rifiuti e naturalmente senza allacci abusivi a luce, acqua e metano! Perché tra federalismo fiscale in salsa leghista, minori trasferimenti di risorse economiche dal Governo centrale alle Regioni, tagli per Regioni, Province e Comuni previsti in Finanziaria, nonché l'incognita del piano di rientro della Sanità calabrese, dove credete che andrà a prendere i soldi il nuovo Governatore Scopelliti? Non ve lo dico: vediamo un po' se riuscite a indovinare! Vi dico, invece, la cosa che mi ha fatto davvero indignare. Durante la discussione in Consiglio dei provvedimenti più su elencati, il presidente del Consiglio regionale Franco Talarico, alle rimostranze dell'opposizione circa l'inopportunità degli aumenti che si andavano ad approvare ha risposto, lieve, giulivo e, insieme, un po' risentito, che «Il bilancio è stato stilato dalla precedente maggioranza di centrosinistra, per cui non abbiamo responsabilità specifiche». Capito? Accidenti, signor presidente del Consiglio regionale Talarico, che pensiero profondo; che sprezzo del pericolo nel denunciare le responsabilità della precedente maggioranza di centrosinistra; ammiriamo la sua audacia nel denunciare la mala-politica della «Casta» (sì, inteso nel senso spregiativo del termine). Le dico di più: quel provvedimento che prevedeva quegli aumenti citati sopra la maggioranza di Agazio Loiero li avrebbe votati sicuramente, se le elezioni poi vinte dalla sua coalizione non glielo avessero impedito. E senza dubbio alcuno, sarebbe stata un'operazione davvero immorale, dati i tempi di crisi economica generale e calabrese in particolare, nonché il profondo rosso del bilancio regionale. Ma le dico anche che, constatato ciò, l'approvazione degli aumenti riferiti alla «Casta» da parte del centrodestra è immorale due volte. Sanità calabrese: leggi le Iperboli N. 2, 3 e 8.
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IPERBOLE N° 9 (28.12.2009) Questa me l'ero persa
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«...io corro con il
vento, nuoto contro la marea... Mezza Italia sorrise quando, qualche anno fa, l'Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, spaccata nella scelta del Santo Patrono tra San Bruno - «sponsorizzato» (!) dall'allora partito di Francesco Rutelli - e San Francesco da Paola - «sponsorizzato» (!) dal partito di Agazio Loiero - decise di fare l'uno Santo Protettore e l'altro Santo Patrono (!). (Estrapolazione da un articolo di Gian Antonio Stella sul «Corriere della Sera» di oggi, lunedì 28 dicembre 2009) E l'altra metà d'Italia pensò: ...visto come vengono amministrati e visto lo sfascio della sanità calabrese e vibonese in particolare, almeno ora i cittadini di Vibo Valentia sapranno a quale santo protettore votarsi. |

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IPERBOLE N° 8 (28.6.2009) La Sanità calabrese è allo sfascio, ma Loiero grida al complotto
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«...io corro con il
vento, nuoto contro la marea... La Sanità della Calabria ha un rosso di bilancio di un miliardo e 700 milioni di euro. Ben oltre tremila miliardi di vecchie lire: ci pensate che montagna di soldi, soldi di tutti noi calabresi, è stata divorata (quando, dove, come?, lo sapremo mai?) dagli ineffabili politici, o pseudo tali, della Regione Calabria? Il deficit è stato accumulato dai Governi regionali presieduti dai due prodigiosi presidenti Chiaravalloti e Loiero. Intanto il Governo Berlusconi ha inserito nel «Decreto anti-crisi» un capitoletto riguardante proprio la Calabria, focalizzando il fenomeno del deficit nella Sanità e dando un ultimatum alla Regione Calabria: preparare entro trenta giorni un piano di rientro del debito relativo alla Sanità, altrimenti la medesima Sanità calabrese verrà commissariata. L'«aut aut» del Governo ha letteralmente scioccato il governatore Agazio, che si è lanciato in una serie di proclami. Che sintetizziamo. «Un provvedimento ad hoc contro la Calabria fa saltare le regole della democrazia e noi ci opporremo in tutte le sedi, come ho già detto ai calabresi». E ancora: «L'approvazione del decreto così com'è, conferma che il centrodestra intende utilizzarlo come clava politico-elettorale».
Nella relazione dell'aprile 2008 la Commissione Serra-Riccio (nominata dall'allora ministro della Sanità del Governo Prodi, Livia Turco - quindi, di un Governo di centrosinistra, quindi «amico» del governatore Loiero -. nomina avvenuta in seguito alla morte di due giovanissime ragazze all'ospedale di ViboValentia per presunta malasanità. Diciamo «presunta» malasanità, perché il processo è in corso), quella commissione, dunque, disse due cose di estrema importanza e contemporaneamente di estrema gravità: 1) 36 ospedali su 39 presentano irregolarità; 2) il deficit presunto della Sanità calabrese è di 900 milioni di euro. Tutti gridarono allo scandalo. Non tanto per le irregolarità riscontrate in 36 ospedali su 39, quanto per la voragine di debiti della Sanità: 900 milioni di euro non sono certo noccioline. Tutti gridarono allo scandalo anche quando, e siamo a giugno 2009, l'«advisor» esterno (una società inglese specializzata nel «leggere» i conti delle aziende) quantificò il rosso di bilancio della Sanità calabrese in 2,2 miliardi di euro che, tolti i 500 mila euro che la Regione avanza dallo Stato, fanno sempre 1,7 miliardi di euro: una cifra davvero colossale. Chissà se i calabresi sapranno mai la verità su come, perché e dove è finita questa montagna di denaro. Di fronte ai 900 milioni prima e ai 1,7 miliardi dopo, praticamente nessuno, in Regione, neanche il presidente Loiero (che dopo aver licenziato Doris Lo Moro prima e Vincenzo Spaziante dopo, aveva tenuto per sé la delega alla Sanità), si è scomposto più di tanto. Salvo accusare, sempre parole del governatore Agazio, che «l'80% del debito è opera della Giunta Chiaravalloti». Troppo comodo, caro lei! E se a noi comuni mortali pare logico, di fronte a questo sfascio, uno scatto d'orgoglio, di dignità, di coscienza, da indurre a metter mano concretamente a un progetto serio, fatto anche di lacrime e sangue ma serio, per il rientro del deficit, la politica calabrese, cioé da Loiero in giù, ha invece continuato a interpretare la sola e unica commedia che sa recitare e che s’intitola: parole, parole, parole... E ora, quando realizza che il commissariamento della Sanità calabrese pare molto ma molto concreto,e soprattutto ora che capisce che con la sua politica inconcludente, che in quattro anni oltre a contribuire allo sfascio della Sanità ha prodotto soltanto il vuoto cosmico, per cui alle elezioni del prossimo anno una sua sconfitta appare probabile assai, Loiero va alla guerra affermando che il decreto di commissariamento della Sanità calabrese «fa saltare le regole della democrazia», «che il centrodestra intende utilizzarlo come clava politico-elettorale», e quindi tacciando il Governo Berlusconi di volersi impossessare della Calabria. No. Sono ben altre le cose che i calabresi, e tra questi anch’io, si aspettavano da lei, egregio presidente. Quattro anni fa, appena insediatosi sullo scranno di presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ben conscio della disastrosa situazione in cui versava la Sanità calabrese lasciata in eredità, e questo è vero, dal precedente governo Chiaravalloti, promise: «Occorre mettere mano urgentemente alla Sanità. Prima di tutto, non un funzionario, non un manager coinvolto nella vecchia gestione fallimentare sarà lasciato al suo posto». Invece, come ricorda il direttore di «Calabria Ora» Paolo Pollichieni nel suo editoriale di ieri, sabato 27 giugno 2009, le cose sono andate sin da subito nella direzione esattamente opposta. «Ci rimettono i calabresi: ancora una volta, cornuti e mazziati», così conclude il suo editoriale Paolo Pollichieni. Ma - aggiungo io - cornutazzi (e tanto altro) saranno pure tutti quei politici, o pseudo tali, che ci hanno impantanati in questa disastrosa situazione e che spesso gestiscono la «cosa pubblica» pensando più alle trame di palazzo che alle reali e concrete esigenze del popolo. Altrimenti in Consiglio Regionale non siederebbero così tanti indagati. O no? Il testo originale del Decreto del Governo nella parte dedicato alla Regione Calabria LEGGI |

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IPERBOLE N° 7 - Iperbole della... tempistica |
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«...io corro con il
vento, nuoto contro la marea... Palmi, Casa della Cultura, 20 marzo 2009: un bell'esempio di cultura territoriale con l'ottimo convegno «Olioveritas», organizzato dal Cno e dall'Apor, con la presenza di Paesi del Bacino del Mediterraneo, dallo slogan efficacissimo: «Tutta la verità, nient'altro che la verità sull'olio extravergine d'oliva», un prodotto di cui la Calabria abbonda e di cui andiamo giustamente fieri. Questa Testata ha dato notizia del convegno il 23 marzo: due giorni di ritardo nel proporre un servizio a volte per noi è cosa normale; tuttavia vogliamo ricordare che spesso riusciamo a pubblicare certe notizie nella stessa giornata in cui accadono. Una questione di organizzazione e di tempi, avendo noi (che certamente non viviamo di questo lavoro) altri impegni cui far fronte. Ecco perché siamo rimasti stupefatti oggi, Sabato Santo 11 aprile 2009: infatti, nel Telegiornale regionale di Rai3 delle ore 14 abbiamo visto il servizio di cui stiamo parlando: il convegno di Palmi «Olioveritas». Dopo ben 21 giorni dal suo svolgimento! Complimenti per la tempistica. Non c'è che dire: un ottimo esempio di giornalismo. Semplicemente diabolico! |

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IPERBOLE N° 6 - Gli Italiani non sono in grado di capire... 2 |
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«...io corro con il
vento, nuoto contro la marea... Tra le tante cose che Gianfranco Fini ha detto al Primo Congresso nazionale del Popolo delle Libertà, ha accennato anche alla possibilità di aprire «una stagione costituente» in grado di cambiare, tra l'altro, «anche» forma allo Stato. Nel senso (come ambisce Silvio Berlusconi) di fare dell'Italia una Repubblica «semi-presidenziale», alla francese, riconoscendo al Capo del Governo maggiori e più ampi poteri. Se ciò sia giusto e se davvero l'Italia ha bisogno di un tale cambiamento, francamente non lo so (anche perché bisognerebbe sapere come il futuro presidente di una simile Italia userebbe tali ampi poteri: li userebbe davvero solo ed esclusivamente per il bene del Paese?). Come riferisce il «Corriere della Sera» nell'edizione di oggi, domenica 29 marzo 2009, a questa apertura del presidente della Camera hanno risposto molto positivamente i più noti leader del PD, come Massimo D'Alema, Piero Fassino, Pierluigi Bersani. Contrario, invece, il segretario dello stesso PD Dario Franceschini, che ha aggiunto: «...agli italiani non interessa niente di tutto ciò...». Aridaglie! Ecco un altro che si concede graziosamente il diritto di parlare a nome degli italiani e che, dunque, sa esattamente che cosa agli italiani interessa e che cosa no. Beato lui che ha così tante certezze! Ed ecco un altro politico che non capisce che è anche con questa prosopopea che coloro che hanno ricoperto il suo incarico prima di lui hanno contribuito alla inarrestabile decadenza del loro partito. Ora, molto francamente, a me non interessano affatto né le sorti del PD né i proclami (in generale) di Gianfranco Fini. A me, da italiano, interessa se ciò che ha detto Fini, ancorché fattibile, possa servire a migliorare davvero l'Italia. Vorrei sapere, cioè, se nella «revisione della Carta Costituzionale» che auspica Fini c'è spazio per: a) dimezzamento del numero dei parlamentari, b) dimezzamento dei loro ricchissimi emolumenti, c) nuova legge elettorale che permetta ai cittadini di esprimersi con la preferenza sul nome da votare (perché attualmente ciò è vietato e io cittadino sono costretto a votare una lista di nomi imposta dai partiti: che è la negazione della democrazia), d) la soppressione dei rimborsi elettorali ai partiti (che è un finanziamento vero e proprio, esattamente ciò che gli italiani hanno bocciato con un un referendum), e) la soppressione delle province, f) raccolta differenziata dei rifiuti urbani per legge, severa e con severe sanzioni per chi trasgredisce... eccetera. Cose che interessano davvero a tutti gli italiani! Nella «stagione costituente» di Gianfranco Fini c'è tutto questo? Se sì, allora ciò mi interessa e potrei anche ri-appassionarmi alla politica. Se non c'è nulla, allora potete stare tranquilli: si tratta dell'ennesima fregatura dei nostri furbi politici. A danno di tutti gli italiani. |

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IPERBOLE N° 5 - Gli Italiani non sono in grado di capire...
IPERBOLE N° 4 - Massimo D'Alema, l'iperbolicamente
IPERBOLE N° 3 - Iperbole amara... Per non dimenticare
Collegamento al Sito Internet dedicato a Flavio Scutellà: Flavio Scutellà - Un angelo per la vita
IPERBOLE N° 2 - La Sanità in Calabria è in salute...
IPERBOLE N° 1 - Calabria, la Regione più ricca del mondo...
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©2009 Toni Condello - TauriaMia-Il
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