Il debutto di
una associazione culturale, creata da un gruppo di giovani,
che si propone di rivitalizzare in
modo significativo il tessuto sociale della città

ella
suggestiva cornice della chiesa del Rosario di
Taurianova ha debuttato, con una bella e innovativa
performance che ha coinvolto piacevolmente il numeroso
pubblico presente, l'associazione culturale «Parallelo
38». Che è nata lo scorso mese di novembre ed è
costituita da un bel gruppo di giovani taurianovesi «con
personalità e attitudini diverse, ma uniti dall’amore
per la cultura e per la propria terra», come ha
sottolineato durante la presentazione dell'evento la
presidente dell'associazione, Emanuela D’Eugenio, la
quale ha poi spiegato il progetto culturale che il
sodalizio intende portare avanti. Un progetto culturale
basato su un ampio spettro di interessi culturali,
sociali, etici, ambientali, teso anche alla
valorizzazione e alla riscoperta delle tradizioni
locali, usi e costumi compresi; ma che è strutturato
anche sul dialogo interculturale e aperto verso una
sinergica interazione con altre realtà culturali del
territorio. Insomma: un vero e proprio laboratorio di
cultura e di idee capace di incidere in maniera
significativa sul territorio e sulle persone. Obiettivi
ambiziosi ma possibili, dunque, quelli che si sono posti
i giovani di «Parallelo 38», i quali, ne sono certo,
hanno in sé tutte le potenzialità per poter realizzare
concretamente un centro di aggregazione autorevole,
credibile, qualificato, influente.
Particolarmente interessante è stato il concerto gospel del gruppo
«Corona Chorus» di Reggio Calabria, che ha coinvolto e
appassionato il pubblico con alcuni celebri brani della
tradizione gospel made in Usa. La serata, infine, i
giovani di «Parallelo 38» l'hanno dedicata a due
taurianovesi, entrambi scomparsi di recente, che hanno
fatto della cultura un preciso stile di vita: Isabella
Loschiavo ed Enzo Zito.
Auguri, e naturalmente «ad maiora et meliora».
l
di là del bel debutto di «Parallelo 38», mi piace
lanciare una proposta, un'ardua proposta-provocazione.
Una battaglia civile e culturale che, per esempio, mi
piacerebbe vedere in questa città (o almeno il tentativo
di...) è questa: trasformare la chiesa del Rosario
(chiesa sconsacrata e quindi inibita al culto, che il
parroco del Duomo don Antonio Spizzica concede
gentilmente per occasioni culturali come queste), in un
grande spazio culturale «open», aperto alla cultura
vera. Con un unico fine: coagulare attorno a quella che
potrebbe diventare una location di prestigio per un
ideale «Laboratorio Culturale Permanente» tutte le
associazioni serie (impegnate civilmente e
culturalmente, e naturalmente senza scopi di lucro) che
hanno davvero a cuore la rinascita di Taurianova. Perché
Taurianova è una città che merita «altro», perché
Taurianova è una città che in passato è stata nobile
esempio di civiltà ma che negli ultimi decenni,
diciamocelo chiaramente senza falsi moralismi, è stata
ferita, umiliata, stuprata, dalla malavita, da infauste
lotte di 'ndrangheta, dal malaffare, dalla dissennatezza
politica. E ora bisogna cominciare a dire: basta,
rialziamo la testa.
Mi rendo perfettamente conto: questa «mission» non è impegno di
poco conto né è di facile realizzazione, tali e tanti e
di varia natura essendo le complicazioni e le difficoltà
da superare. Ma sarebbe un bel tentativo, almeno un
coraggioso tentativo, vero e concreto, per dimostrare la
volontà, l'impegno, la determinazione, il pragmatismo di
voler costruire davvero una società civile degna di
questo nome. E questo è un impegno «istituzionale» dei
giovani, che dovrebbero anche, naturalmente, saper
coinvolgere le Istituzioni. Le quali ultime dovrebbero
saper rispondere. Giovani: «siate folli», come amava
dire un certo Steve Jobs. |
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