Alla chiesa di San Fantino, con l'intervento del Vescovo S. E. Mons. Francesco Milito
Taureana di Palmi, Festa di San Fantino
e benedizione di cavalli e cavalieri
el grazioso borgo di Taureana di Palmi si è rinnovata la grande festa di fede e di devozione a San Fantino, patrono della piccola comunità che domina lo scoglio dell'Ulivarella e che spazia fino alle Isole Eolie. È proprio qui, infatti, nella interessantissima Cripta del IV sec. d.C., esattamente nell'anno 336, venne sepolto il Santo. Cripta che è stata interessata da un restauro che però necessita di essere portato a termine. Per l'occasione è giunto a Taureana il nuovo Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina-Palmi, S.E. Mons. Francesco Milito (che ha presieduto la S. Messa), accolto da da don Vittorio Castagna, parrocco della Parrocchia di San Fantino, e da un folto numero di fedeli. Presente anche il sindaco di Palmi, Giovanni Barone. Nel corso della Messa è stato conferito al prof. Filippo Marino di Gioia Tauro, insigne studioso, il premio alla memoria «Don Salvatore D'Agostino-Nino Punturiero» Dopo la Messa c'è stata la benedizione di cavalli e cavalieri, un caratteristico rito proprio in onore di San Fantino, San Fantino «il Vecchio», detto anche il «Cavallaro» (poiché prima della conversione al Cristianesimo lavorava come guardiano dei cavalli di un notabile romano) e conosciuto pure come «Taumaturgo». L'intervento dei cavalleggeri è stato come ogni anno organizzato dai «Cavalieri di San Fantino» e dall'apposito Comitato. Infine, cavalieri e fedeli si sono recati in processione alla vicina Cripta di San Fantino, preceduti da un calesse con su don Vittorio Castagna che portava con sé l'icona del Santo. Qui giunti si è rinnovato il rito del bacio dell'icona di San Fantino da parte di una moltitudine di fedeli. Una bella cerimonia, una bella festa popolare e, soprattuto, una bella manifestazione di tradizione religiosa. (T.C.)

 


San Fantino il Vecchio (o il Taumaturgo)

di Don Vittorio Castagna
Dal Sito Internet www.santiebeati.it


an Fantino è il Santo più antico calabrese storicamente provato. Nato a Taureana di Palmi (RC) nel 294 d.C., dove morì nel 336, il 24 Luglio, giorno in cui si celebra la memoria. Il suo biografo, Pietro Vescovo occidentale, ci presenta un profilo di santità affascinante. Non sappiamo chi l’ha condotto a Cristo ma, cosa più importante, sappiamo che una volta conosciuto la sua vita è stata solo per lui. Pietro nel «Bios» del Santo ci dice che era un cavallaro a servizio di un nobile pagano di Taureana di nome Balsamio. Uomo molto dedito alla preghiera e amico dei poveri, pieno di misericordia nei loro confronti in conformità all’invito evangelico di siate misericordiosi, com’è misericordioso il Padre vostro celeste. Nel tempo della mietitura li aiutava facendo trebbiare i loro covoni con le cavalle del suo padrone, la notte affinché questo non si insospettisse. Balsamio, avvisato da gente malvagia, una volta scoperto Fantino, preso d’ira voleva ucciderlo, ma il Santo riuscito a scappare si diresse verso il fiume Metauro (oggi Petrace), che riuscì ad attraversare grazie alla sua preghiera, con cui ottenne il prodigio di dividerlo, in quanto era molto gonfio e non si poteva attraversare. Balsamio vedendo il prodigio, chiese perdono a Fantino, riuscì anche lui ad attraversare il fiume e si convertì a Cristo. Alla sua morte, il Santo venne sepolto nella Villa di Balsamio, la cui Cripta tutt’ora esiste.
   Tra i miracoli avvenuti per intercessione del santo, narrati sempre da Pietro, vi è quello della sua apparizione insieme alla Madonna, su uno scoglio immerso nel mare in località Pietrenere nei pressi di Taureana. Il vescovo ci dice che mentre si festeggiava la memoria del Santo, si videro arrivare delle navi saracene. L’esercito si preparava alla battaglia, molti si recarono sulla tomba del Santo per invocare la sua protezione. Scoppiò una tempesta che fece naufragare le navi. I pochi saraceni che si salvarono, una volta arrestati, narrarono di aver visto sullo scoglio una donna vestita di porpora e un giovane con i capelli al vento e con in mano un tizzone fumigante, che ad un cenno della donna lanciò a mare, facendo scoppiare la tempesta. La gente ha riconosciuto in quella donna la madre di Dio e nel giovane San Fantino. Da questo prodigio, nasce a Taureana il culto alla Madonna con il titolo di Maria SS. dall’Alto Mare. Il miracolo si può datare intorno al 560. Per ricordare il prodigio, Il 24 luglio 2010, l’effige della Madonna è stata incoronata con un diadema interamente in oro benedetto da S.S. Benedetto XVI, il 26 maggio 2010. Ogni anno, il Santo viene celebrato il 24 luglio, secondo le indicazione del Messale proprio della Diocesi di Oppido M.-Palmi, con il rito latino in tutta la Diocesi e in maniera particolare a Taureana con la benedizione dei cavalli e cavalieri di San Fantino, il cui numero è 24 in onore del Santo. Dopo la benedizione, l’icona del Santo viene portata processionalmente fino alla Cripta.


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