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Lo scioglimento del Consiglio comunale della città capoluogo per «contiguità mafiosa»
è certamente una mazzata per tutta la comunità reggina. Ma la relazione
della Commissione d'accesso parla molto chiaro ed evidenzia una serie infinita di incongruità
e di illeciti che mette sotto accusa non già la città, ovviamente, ma una intera classe politica

«Modello Reggio»: un «Sistema» di illeciti

Leggendo la relazione finale della Commissione d'accesso che ha indagato per mesi
in Comune c'è da domandarsi: ma che razza di classe politica ha governato fino ad ora
la città di Reggio Calabria? E quali fantasmagoriche opere pubbliche
avrà mai realizzato questa pseudo classe politica, l'attuale (sciolta) e quella
precedente, per creare una voragine nel bilancio comunale di 160 milioni di euro?
Queste sono le domande che dovrebbero porsi il sindaco Arena
e il presidente della Regione Calabria Scopelliti (sindaco prima del suo delfino Arena)
che fin da quando si è insediata la Commissione di accesso non hanno fatto altro
che gridare al complotto politico e alla sospensione della democrazia!

La difesa d'ufficio di due politici «di «destra»
da parte di un disinvolto direttore «di sinistra»
 
Le conclusioni
della Commissione d'accesso
LEGGI
 

 
La relazione conclusiva integrale
della Commissione d'accesso
al Comune di Reggio Calabria
 

 

 
di Toni Condello

ambiguità del direttore di «Calabria Ora» Piero Sansonetti sulla vicenda dello scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio comunale di Reggio Calabria è davvero sconcertante. Giornalisticamente non sta in piedi; anzi è la negazione, tout court, del giornalismo. Del giornalismo serio, intendo. Fin dal titolo Sansonetti si lancia disinvoltamente in una difesa d'ufficio dei personaggi politici che negli ultimi sei anni hanno governato Reggio Calabria: Arena (ora sciolto) e Scopelliti, sindaco prima di lui. Quel suo «Sono mafiosi o no?», poi, è del tutto fuori luogo per almeno due ragioni. Primo, perché la relazione finale della Commissione d'accesso non dà affatto questo appellativo a nessuno dei due, e non poteva essere altrimenti, visto che i commissari governativi non avevano affatto il compito di dare o non dare del mafioso a chicchessia; secondo, perché nell'indagine dei commissari suddetti il governatore Peppe Scopelliti non c'entrava per nulla e addirittura la ministra Cancellieri nel firmare il decreto di scioglimento ha tenuto a precisare che la Commissione aveva il compito di investigare sull'operato dell'amministrazione del sindaco Arena e che, dunque, la precedente sindacatura di Scopelliti era esclusa dalla medesima indagine. Insomma, Sansonetti è più realista del re, allargando la sua «sviolinatura» (nel gergo giornalistico si indica con un sostantivo molto più significativo e pertinente) anche al governatore Peppe che, ripetiamo, essendo presidente della Regione con l'amministrazione comunale di Reggio non ha nulla a che fare. Il breve testo sotto il titolo, poi, è davvero scandaloso. Il direttore di «Calabria Ora» (che, ricordiamo, è stato direttore de «l'Unità» prima e di «Liberazione» poi, testate storiche della sinistra dove il Piero non ha lasciato davvero buoni ricordi di sé) insiste pervicacemente nel dare allo scioglimento per mafia di un Comune il suo personalissimo e bizzarro significato: secondo lui ciò rappresenta «il più estremo atto di sospensione della democrazia mai avvenuto nella storia della Repubblica». Boom: che pensiero stupendo! E, posto che a Reggio Calabria esista la 'ndrangheta, il Piero, pensoso e plurigarantista si domanda: «L'esistenza della 'ndrangheta autorizza la sospensione della democrazia»? Demenziale! Però sotto altri aspetti questo commento in prima pagina di «Calabria Ora» di venerdì 12 ottobre 2012 per me è davvero illuminante. Solo ora, infatti, ho capito il perché del siluramento da parte dell'editore dell'ex direttore di questo quotidiano, Paolo Pollichieni, che aveva lo strano vizio di fare il giornalista vero e di pubblicare fatti e misfatti della politica calabrese e reggina in particolare.

P.S.: Attualmente Paolo Pollichieni dirige il settimanale «Corriere della Calabria» e con con l'ausilio di una redazione davvero degna di questo nome continua nel suo strano vizio di fare il giornalista vero, disancorato dai centri di potere politico-affaristici e continuando a pubblicare fatti e misfatti della politica calabrese.


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© 2012 Toni Condello - www.ilgiornaledellapianadigioiatauro.it - Mail: tonicond@alice.it

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