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Taurianova - L'associazione «Aracne» ritorna sulla scena culturale con un convegno
nella splendida Villa Zerbi, nell'ambito delle celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia
«Guerra e pace nei regimi democratici»
Dal Risorgimento alla Resistenza
e alla nascita della nostra Carta Costituzionale
 

di Lucia Ferrara


ella splendida e suggestiva cornice di Villa Zerbi, concessa con grande disponibilità dal proprietario dottor Natale Zerbi, venerdì 4 novembre si è svolto un convegno storico culturale nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia sul tema “Guerra e Pace nei regimi democratici”. Ad organizzarlo è stata l’associazione culturale “Nuova Aracne” che riprende il suo cammino con rinnovato vigore. L’Associazione “Aracne” nata, infatti, nel 1991, ha operato sul territorio per diversi anni realizzando una miriade di attività culturali, educative e socializzanti rivolte alle varie fasce sociali con l’intento prioritario di dare un contributo tangibile per migliorare il senso di appartenenza alla comunità tutta e dare impulso al rafforzamento della convivenza civile. E’ doveroso ringraziare sentitamene il socio diacono don Cecè Alampi, Direttore della Caritas Diocesana, che come ultimo presidente dell’associazione “Aracne” ne ha curato con impegno e disponibilità le varie attività sociali.
   Esimi relatori il prof. Saverio Di Bella, docente di Storia moderna presso l’Università di Messina e il prof. Franco Mileto, dirigente scolastico dell’ITIS di Polistena. Moderatore della conversazione l’avvocato Michele Ferraro, socio della stessa Associazione, che ha svolto il suo compito con oculatezza, preparazione ed equilibrio. Dopo l’Inno nazionale, intonato da tutti i presenti, la socia Isabella Surace ha ringraziato le molti associazioni culturali presenti sul territorio e intervenute alla manifestazione, il nutritissimo pubblico e gli sponsor che hanno sostenuto l’evento culturale: Siclari Bar, Litotipografia Colarco, Pan Buffet, Sara Fiori e Oggetti e Soggetti, centro servizi Genius Point, Sacro Cuore.
   Non è stata casuale la scelta del 4 novembre, giorno in cui si ricorda la Vittoria dell’Italia nella prima guerra mondiale e si celebrano le Forze Armate, per riprendere il cammino associativo. Lo afferma nella sua introduzione la presidente prof.ssa Lucia Ferrara, la quale ricorda come sia doveroso, e nello stesso tempo esaltante, richiamare alla memoria i grandi valori che hanno fatto una l’Italia attraverso l’esaltante patriottismo del Risorgimento e che oggi per tutti, e in particolare per i giovani, devono rappresentare punti forti di riferimento nella concezione di una società salda nei principi costituzionali. L’ultima fase della prima guerra mondiale, che vive ancora il clima risorgimentale, ci lascia il ricordo indelebile dei “Ragazzi del ’99”, i quali con il loro sacrificio scrissero la pagina luminosa di Vittorio Veneto, fulgido riscatto dopo la catastrofica sconfitta di Caporetto. Essi trasmettono ai giovani di oggi che la gioventù è un valore che bisogna saper spendere in termini di generosità, di solidarietà, di speranza nel futuro. Il radicamento degli ideali patriottici, l’attaccamento alla propria identità, il desiderio di dare il proprio contributo per il miglioramento della società, sono garanzia per i giovani di viverre una cittadinanza attiva.
   L’associazione culturale “Nuova Aracne” si pone, quindi, come obiettivo primario quello di ravvivare il senso di appartenenza della comunità alle proprie radici e alla propria storia anche locale, richiamando il passato per proiettarsi con più certezze verso il futuro, attraverso il rafforzamento della consapevolezza dei diritti e dei doveri del singolo cittadino e della comunità tutta. In tal modo ogni associazione diventa soggetto di cittadinanza attiva e rende più fruttuoso il suo operato aprendosi alla collaborazione con tutti i soggetti istituzionali e non, operanti sul territorio.
   Porge, poi, il suo saluto, il vicesindaco prof. Roberto Bellantone, il quale plaude alla ripresa dell’attività da parte dell’Aracne e condivide pienamente l’importanza che la presenza delle associazioni culturali e la loro collaborazione rivestono nel territorio. Auspica, inoltre, che quanto prima possa sorgere a Taurianova un palazzo della cultura che consenta ai cittadini di ritrovarsi, confrontarsi e dibattere su argomenti culturali; la cultura, continua Bellantone, non è retaggio di una sola parte ma è un bene comune e come tale va stimolata e tutelata.
   Il prof. Franco Mileto, dirigente scolastico dell’ITIS di Polistena, svolge la sua relazione, con un excursus storico costruito intorno alla parola “democrazia” che, a seconda delle contingenze ambientali e temporali assume connotazioni diverse. La democrazia è l’asse portante della vita di un popolo, che si spende per la sua conquista e si rafforza nella sua unità; ma oggi in un mondo che è villaggio globale lottare per la democrazia significa anche aprire un varco ai migranti come esuli politici. In nome della democrazia, però, non è lecito partecipare a un tirannicidio e allo scempio di un essere umano, seppur dittatore. L’articolo 11 della Costituzione recita che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa: eppure i militari italiani sono in varie parti del mondo impegnati in missioni di Pace, anche se spesso necessita l’uso delle armi.
   Il prof. Di Bella, con un’ampia e articolata analisi storica, coglie nei valori della democrazia e della libertà le istanze più profonde del periodo risorgimentale, che lo stesso fa iniziare dall’Illuminismo e fa concludere con la Resistenza e la nascita della Carta Costituzionale. Le due più importanti esperienze dell’emancipazioe politica della storia italiana, il Risorgimento e la Resistenza, sono sostenute dall’idea, di ispirazione mazziniana, che Patria vuole dire libertà comune di un popolo che vuole vivere libero fra popoli liberi. Laddove si registra una sensibilità comune lì c’è l’idea di un popolo unito. La storia, comunque, è tutta costellata da disuguaglianze sociali, basterebbe leggere Verga per avere uno spaccato delle condizioni misere nelle quali versavano i cosiddetti “vinti”, oppure riflettere sui cafoni che animano le pagine di Corrado Alvaro e Fortunato Seminara. Laddove ci sono disuguaglianza sociale e l’assenza dei diritti fondamentali della persona non può esserci democrazia. Ma i tempi della storia impongono troppo spesso le loro leggi e dettano le loro nomenclature. E allora la lotta per la libertà si contrassegna di connotati diversi a seconda che il nemico da abbattere sia la povertà atavica che incatena “i vinti” oppure l’insurrezione contro i regimi totalitari.
   A conclusione del dibattito che è seguito alle relazioni, è stato offerto a tutti gli intervenuti un gustoso buffet, sapientemente e artisticamente organizzato dalla socia Maria Francesca Esposito. Il servizio fotografico e di stampa è stato curato con molta diligenza e professionalità dai soci: Toni Condello e Federica Legato.

Un estratto dell'intervento del prof. Franco Mileto in formato PDF LEGGI

L'intervento della prof.ssa Lucia Ferrara; a sinistra: il prof. Saverio Di Bella (relatore), l'avv. Michele Ferraro (moderatore), il prof. Franco Mileto (relatore).
Sotto: i relatori con alcuni dei soci Aracne durante il rinfresco che è seguito al dibattito

 
 
 

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