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Petizione popolare promossa dal Comitato «Maria SS. dell’Alto Mare» di Taureana di Palmi
che ha raccolto 905 firme, inviata al parroco don Vittorio Castagna, al Commissario
prefettizio che governa il Comune di Palmi e a tutte le autorità interessate
Il sito di Taureana rappresenta il luogo di culto cristiano più antico di tutta la Calabria

Un appello da Taureana, Tonnara

e Pietrenere: aprite al culto
l'antica chiesa e la cripta di San Fantino
 
La Chiesa di Taureana di Palmi dedicata a San Fantino e una raffigurazione del Santo
 
na forte e pressante richiesta di fede che parte dal basso. E’ questo il vero senso della petizione popolare promossa dal Comitato “Maria SS. dell’Alto Mare” di Taureana di Palmi, che si è concretizzato con la consegna nelle mani del Parroco della suddetta parrocchia, Don Vittorio Castagna, di ben 905 firme di altrettante persone che chiedono a gran voce di potersi recare in preghiera nell’antica chiesa e nella cripta di San Fantino, attualmente chiuse al culto. La petizione era stata avviata dal presidente del Comitato, Rosario Gentile, al quale giungevano ormai da tempo queste richieste, così come giungevano allo stesso parroco. Ma la proprietà della struttura è del Comune per cui – potrebbe sembrare un controsenso – la Chiesa è rimasta proprio fuori la porta di quello che viene definito il luogo di culto cristiano più antico della Calabria.
   L’attenzione dei fedeli è puntata soprattutto sulla cripta, che per loro rappresenta un sito di straordinaria valenza religiosa e dove sino a qualche anno addietro si celebrava regolarmente il culto. Attualmente della chiesa e della cripta fruiscono solamente i visitatori che vengono condotti dai responsabili del “Movimento San Fantino”, in quanto queste strutture sono sotto tutela della Sovrintendenza, anche se ciò nulla toglie al fatto che si possa ripristinare il culto religioso proprio in quanto questa nasce come “luogo di culto”.
   Adesso il Presidente Gentile, ha consegnato l’intero “malloppo” con le 905 firme al Parroco, il quale da sempre aveva offerto la propria disponibilità al ripristino del culto, affermando sì che l’archeologia aveva la sua importanza, ma che così come viene aperta al pubblico per le visite archeologiche, la chiesa e la cripta venissero aperte a chiunque, animato da fede cristiana, voglia, sotto la guida dell’Autorità religiosa, recarsi in preghiera. La petizione con le relative è stata inviata: al Commissario prefettizio della città di Palmi; all'Amministratore diocesano, Monsignor Luciano Bux; all'Assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri; all'Assessore provinciale alla Cultura Eduardo Lamberti Castronuovo; ai consiglieri provinciali Giovani Barone e Giuseppe Saletta, nonché al Sovrintendente archeologico della Provincia di Reggio Calabria. Gentile, all’atto della consegna delle firme si è detto soddisfatto per il lavoro svolto e commosso per aver toccato con mano il grande desiderio della gente di Taureana, Tonnara e Pietrenere, tutte legatissime a questa antiche chiesa, ed ha ribadito la grande disponibilità del Comitato ad adoperarsi nella direzione dell’apertura al culto di quel luogo sacro.
   Sulla stessa lunghezza d’onda il Parroco Don Vittorio, che in merito alla raccolta delle suddette firme ha dichiarato: “Accolgo con gioia, affetto e commozione la petizione proposta dal Comitato Maria SS. Dall’Alto Mare, che ha voluto indirizzare la richiesta popolare alle autorità competenti, sull'uso del sito di San fantino, luogo dove gli stessi firmatari e i loro padri hanno ricevuto i sacramenti alla formazione cristiana di cui oggi vanno fieri. Io stesso - prosegue Don Vittorio Castagna - mi ero adoperato il 1º dicembre dello scorso anno a chiedere al Sindaco di Palmi l'utilizzo, nel rispetto delle norme che la tutelano da parte della Soprintendenza, della cripta di San Fantino proprio su pressante richiesta della gente della mia Parrocchia. La stessa pressante richiesta l'avevo fatta, su consiglio dell'Assessore alla Cultura, anche alla Sovrintendenza e successivamente al Vescovo, da parte del quale c'è la massima disponibilità, anche perché i miei predecessori avevano già ripristinato il culto in quel luogo ed il compianto Don Salvatore D’Agostino si era adoperato assieme ai suoi collaboratori, tra cui Nino Punturiero, ed un gruppo di giovani palmesi, che hanno poi costituito il Movimento dedicato a San Fantino, affinché venisse recuperata dall'incuria nella quale la struttura era caduta, incuria non dovuta alla Chiesa ma al fatto che l'immobile era di proprietà di privati”.
   Adesso tutti rimangono in attesa di sviluppi che certamente, date le finalità della richiesta, non potranno che essere positivi.
 

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