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A sedici anni dall'inizio degli scavi ora è pronto ad accogliere i visitatori - L'augurio,
e la speranza, è che possa diventare un polo di attrazione turistica
nell'ambito di una strategia molto più ampia che comprenda mare, montagna, cultura
Taureana di Palmi, il «Parco Archeologico
degli antichi Tauriani» è una bella realtà
 
 
l sito storico è immerso in un grande uliveto, sul pianoro sul cui limite ovest c’è la torre di avvistamento contro le scorrerie dei pirati che venivano dal mare. È qui che tra evocazioni protostoriche e l’incessante frinire delle cicale, che con il finire dell’estate avvertono la loro incombente fine fisica, gli stati maggiori della politica provinciale e dell’archeologia calabrese, hanno inaugurato il «Parco Archeologico dei Tauriani». Un bellissimo e concreto esempio di come, quando la politica e la burocrazia lo vogliono, si possa ottimamente valorizzare il territorio e restituire a noi calabresi uno spettacolare spaccato delle nostre radici culturali, storiche, umane. Dunque, dopo sedici anni di campagne di scavi ora questo stupendo scenario, tra l’altro incastonato in una scenografia naturale davvero incantevole, è finalmente fruibile dal grande pubblico. E sabato 17 settembre al rito del taglio del nastro, alla cerimonia d’inaugurazione e al successivo rinfresco sotto gli ulivi, c’erano anche tantissimi cittadini, perlopiù palmesi, che sentono particolarmente il richiamo di questo antico luogo, che racchiude le radici di diversi paesi e popolazioni della remota «Vallis Salinarum», oggi Piana di Gioia Tauro. Furono proprio i Tauriani, che per sfuggire alle incursioni piratesche si spinsero sempre più verso l’interno, che, appunto, fondarono numerosi villaggi divenuti col tempo paesi e città.
   Nutrito, ovviamente, il parterre di politici e archeologi: il Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, l’Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria Eduardo Lamberti Castronuovo, l’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Giovanni Calabrese, il Soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria Simonetta Bonomi, il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria Francesco Prosperetti, il funzionario della Soprintendenza competente per territorio e curatrice del progetto di Taureana Rossella Agostino, l’archeologa rappresentante delle associazioni «Italia Nostra» e «San Fantino» Maria Luisa Sica, e Maria Rosa Garipoli in rappresentanza del Commissario prefettizio di Palmi, Antonia Bellomo. Presenti inoltre il vicepresidente della Provincia Giuseppe Saletta e i consiglieri provinciali Giovanni Barone, Rocco Sciarrone e Raffaele D’Agostino.
   Il «Parco Archeologico dei Tauriani», la cui realizzazione è stata possibile anche grazie all’impegno della sezione di Reggio Calabria di «Italia Nostra» e dell’associazione culturale «San Fantino» di Palmi, è intitolato ad Antonio De Salvo, un vero pioniere dell’archeologia palmese che per primo, a fine Ottocento, studiò il sito di
Taureana. Il nostro augurio, e la nostra speranza, è che il «Parco Archeologico dei Tauriani» possa diventare un polo di attrazione turistica nell'ambito di una strategia molto più ampia che comprenda mare, montagna, cultura. (T.C.)
 

In principio fu un «villaggio italico»

 

alla fine dell’800 i rinvenimenti fortuiti e la redazione di una carta topografica di Antonio De Salvo che ricordava i ruderi antichi ancora visibili a quel tempo, segnalarono l’interesse storico-archeologico del pianoro di Taureana di Palmi prospiciente la costa e situato all’imbocco settentrionale della strategica area dello Stretto. Nel secolo scorso alcuni studiosi si interessarono a questo territorio e furono condotte indagini nell’area della Chiesa di San Fantino e in località Scinà, ma è solo con la conduzione di sistematiche campagne di scavo archeologico a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria dalla fine degli Anni ’90 - in collaborazione anche con diversi Istituti Universitari italiani e stranieri - che è stato possibile definire l’esistenza di una abitato italico tra la fine del IV e la fine del I sec. a.C. e di un centro romano in vita tra la seconda metà del I sec. a.C. e il III-IV sec. d.C. E’ di particolare interesse avere compreso, a seguito delle ricerche e degli studi che ne sono seguiti, che territorialmente Taureana per l’età ellenistica (IV-I sec. a.C.) rientrava in un’area archeologicamente e storicamente omogenea il cui confine settentrionale era definito dal fiume Métauros, odierno Petrace. Un’area abitata da gruppi Brettii che raggiunsero il meridione della Calabria. Il loro etnico, Tauriani, è impresso sui laterizi da costruzione rinvenuti in occasione degli scavi condotti a Taureana e in località Mella di Oppido Mamertina. Si è avuta inoltre conferma dell’esistenza della città in età romana (forse con status di Municipium) ricordata da scrittori quali Plinio il Vecchio e Pomponio Mela per l’età imperiale e dall’Anonimo Ravennate e Guidone per l’età tardo-antica e medievale; la città di Tauriana è segnalata sulla Tabula Peutingeriana, un itinerarium di età medievale.

(Da un pannello esplicativo all’interno del Parco Archeologico).

 

 


Photogallery (clicca sulle foto per ingrandirle)
Le prime 4 foto sono tratte dai pannelli esplicativi del «Parco Archeologico»

 


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