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«PalmiDanzaEstate» 2011, Teatro della Marinella: Terza serata, martedì 9 agosto ore 21,15
Rassegna organizzata dall'Associazione Amici della Musica «N. A. Manfroce»
 
 
Italia, La Mia Africa la danza del nuovo millennio, Compagnia Mvula Sungani,
presentata da Crdl e Mauro Giannelli

Danza: Emanuela Bianchini
Musica e voci: Nando Citarella e la compagnia La Paranza
Costumi: Nathalie Leclerc
Regia e coreografia: Mvula Sungani

Clicca sulla locandina per ingrandirla

La compagnia
La Compagnia Mvula Sungani negli ultimi tre anni ha effettuato più di duecento rappresentazioni in tutta
Italia, registrando migliaia di spettatori. Ha svolto tournée in Francia e Germania ed è stata la compagnia di
alcuni tra i più importanti eventi televisivi come il Concerto di Capodanno dal Gran Teatro alla Fenice di
Venezia trasmesso in mondovisione su RAI 1 e di il (e molti altri), che ha ospitato nelle sue produzioni ed
eventi stelle del calibro di Emanuela Bianchini, Raffaele Paganini, Giuseppe Picone, Isabelle Ciaravola,
Alessio Carbone e Kledi Kadiu, che ha danzato in grandissimi teatri (Teatro dell' Opera di Roma, Teatro
Petruzzelli di Bari, Gran Teatro alla Fenice di Venezia, Teatro Antico di Taormina, ecc) per la prossima
stagione sta allestendo un originale nuovo grande spettacolo per omaggiare il 150° compleanno della
nostra nazione: Italia, la mia Africa.
Il cast dei danzatori capitanato dalla stella Emanuela Bianchini sarà arricchito in questa nuovissima opera
dagli artisti della compagnia “La Paranza” prestigioso gruppo di cantanti e musicisti delle tradizioni popolari,
che annovera numerosissime partecipazioni internazionali, produzioni discografiche e prestigiose
collaborazioni.

Lo Spettacolo
L'Italia è il luogo in cui le diversità divengono un unica grande cultura. L'idea del noto regista e coreografo
italo-africano Mvula Sungani è quella che: “...con le sue grandi differenze culturali millenarie, partendo
dall' antica Roma in cui vivevano genti provenienti da tutto l'impero, passando per le dominazioni che si
sono susseguite fino alla nascita della nazione e arrivando alle immigrazioni dei nostri giorni, l'Italia ha
sublimato le diversità costituendo un grande patrimonio artistico-culturale unico al mondo”... 
”Italia, la
mia Africa”, è uno spettacolo che ripercorre la cultura italiana, contaminandola con i suoni e le suggestioni
di origine africana, cioè è una visione del bel paese riletta con codici di matrice popolare di due continenti.
Lo spettacolo è una romantica visione della nostra nazione vista con gli occhi di chi in se ha due anime
apparentemente distanti, ma che in verità pulsano all'unisono in un unico cuore.
I linguaggi scelti dall'autore sono la danza, la musica e la parola, tre elementi che da diversi anni
rappresentano l'essenza della ricerca di Sungani verso una forma di “spettacolo totale”, che supera le
barriere delle singole discipline per comunicare allo spettatore in un unico linguaggio, quello dell'arte.
L'essenza dello spettacolo è la contaminazione tra la danza moderna e quella etnica, tra la musica “colta” e
quella popolare (principalmente italiana con qualche escursione in quella africana), tra i corpi scultorei dei
danzatori e le voci suadenti dei cantanti, l'obbiettivo e quello, con garbato rispetto, di far suonare i corpi e
danzare le voci.
Questa nuova creazione è un racconto fatto di storia e suggestioni visive di tipo
cinematografico, in cui il filo conduttore sarà Elisa, una ragazza italiana di origine africana, interpretata da
Emanuela Bianchini, importante stella, dalla tecnica elegante ed intensa, considerata dal pubblico e dalla
critica una dei talenti più brillanti della sua generazione (ha danzato in coppia con grandi etoiles in
importantissimi teatri nazionali, internazionali ed in Tv). In questa nuova opera l'autore ha voluto accanto a
se Nando Citarella, musicista e cantante che ha collaborato con artisti del calibro di Eduardo De Filippo,
Milva e Roberto De Simone, studioso della cultura popolare italiana e mediterranea, esperto di musica
barocca e lirica, che curerà le musiche dell'opera e con il suo gruppo vocale darà “voce” ai momenti
narrativi, creando così una colonna sonora fatta di grandi melodie celebri, popolari, liriche e d'autore,
arrangiate, miscelate e rese omogenee da voci e strumenti di origine etnica. Gli arrangiamenti pensati per
far convivere i suoni del passato con quelli del futuro, in cui ritmo, percussioni e voci saranno la struttura
portante, e verranno interpretati dal vivo ed uniti a loops e suoni elettronici.
La regia, le coreografie ed il
disegno luci saranno di Mvula Sungani, le musiche di Nando Citarella, i costumi del noto stilista e
costumista Giuseppe Tramontano, mentre gli allestimenti multimediali saranno di AM Produzioni Associate.

NANDO CITARELLA
Musicista, attore, cantante e studioso delle tradizioni popolari, teatrali e coreutico-musicali mediterranee, ha
studiato e collaborato con importanti artisti come Eduardo De Filippo, Dario Fo, Linsday Kemp Roberto De
Simone e Ugo Gregoretti.
Dal 79 inizia a collaborare con la compagnia M.T.M. di Lydia Biondi insieme a Giuseppe Cederna, Memo
Dini (entrambi premio oscar con Mediterraneo di Salvatores), con Luciano Brogi, Roberto Della Casa,
Nicola De Feo e Daniela Giordano tenendo spettacoli in Italia e all'estero.
Dall'87 studia e si perfeziona con il M° Maria Rohrmann
Vincitore nell'81 del premio della Critica Discografica.
Nel mese di giugno 2003 viene nominato socio onorario dell'Albo degli Scrittori e degli Artisti Italiani ed
Europei per la Commissione Nazionale Italiana per l' UNESCO per l'opera svolta nel campo della ricerca
sulla Musica Tradizionale e sul Teatro popolare del Sud-Italia
Protagonista di Opere buffe, Commedie musicali e Concerti in Italia ed all'estero ed, in particolare nel 96, al
Festival di Edinburgo quale unico cantante lirico italiano e come coreografo e autore di uno spettacolo di
danze etniche contemporanee.
Ha partecipato, nelle vesti di cantante lirico e barocco, ad alcuni films con la regia di Mario Monicelli, Luigi
Magni, Cristina Comencini e Franco Zeffirelli.
Dal 1986 collabora con la Rai sia in radio che in video partecipando a trasmissioni settimanali come La
testa nel muro e Il Guastafeste con il Maestro Pregadio e ad altre come Radio tre suite e Notturno
italiano.Nell'89 incontra Pippo Baudo che lo vuole nella trasmissione Varietà come comico macchiettista e
negli anni a seguire veste i panni del “giullare” sia a Domenica in che a Partita doppia partecipando poi al
Gioco dell'oca con Sabani e di nuovo come “giullare” a Luna Park con La Zingara a Colorado come
cantante. Dal 2001 interpreta il ruolo del Posteggiatore nella trasmissione radiofonica di Radiouno (RAI) Ho
Perso il Trend con Ezio Luzzi ed Ernesto Bassignano
Nel 96 ha cantato in occasione della giornata mondiale della gioventù per il Santo Padre Giovanni Paolo II°
in Vaticano.
Ha interpretato il ruolo di “Nino il giornalaio” nell'Opera Romanza di Sergio Rendine al Teatro dell'Opera di
Roma.
Ha interpretato da solista, con Lucilla Galeazzi, Milva, Maria Rosaria Omaggio, Mariano Rigillo, Enzo
Gragnaniello e Stefano Di Battista, la Passio et Resurrectio di Sergio Rendine trasmessa in Mondovisione
per la chiusura del Giubileo 2000, dalle Basiliche di Pompei, Chieti e Collemaggio (L'Aquila), in occasione
della Perdonanza Celestiniana 2000 dalla basilica SS Pietro e Paolo all'Aventino e nel 2003, sempre in
Mondovisione, per il Concerto per la Pace dalla Basilica della Natività di Betlemme. Le rappresentazioni
sono state dirette da Gianluigi Gelmetti, Maurizio Dones e Marzio Conti.
Dal 1997 collabora con il M° Luciano Bellini con il quale ha scritto una farsa mediterranea che ha debuttato
in prima mondiale assoluta per l'Accademia di Santa Cecilia nel 1999- nella rassegna di musica per ragazzi
al teatro Quirino di Roma.
Dall'87 è direttore artistico della Compagnia "La Paranza" da lui fondata insieme a un gruppo di esperti
sulle tradizioni popolari e con i quali partecipa a molti lavori musico-teatrali e danzati collaborando con
diverse compagnie di Teatro-danza come Balletto 90 di Anita Bucchi con la quale ha prodotto nel 92
Streghe, vittime e regine con ospite la prima ballerina del Teatro dell'opera di Roma. Con la coreografa
Anna Cuocolo con la quale ha prodotto In Nomine Patris con la presentazione del regista Pupi Avati
ospitato al Festival di Edinburgo.
Con "La Paranza" ha poi prodotto opere quali: La Cantata Streveza, Briganti, Malmantile e Ionica con
testi di Tonino Guerra.
Ha inciso dischi sia da solo che in gruppo da Dindirinella all'ultimo 10&25 BIS con i Tamburi del Vesuvio.
E' stato direttore artistico del festival Interethnos di Grottaferrata e della sezione Musica e Teatro del
Festival del cinema del Mediterraneo.
Collabora con Il giornalista e scrittore Giandomenico Curi per il coordinamento artistico del Festival
"Marcina Etnica" a Vietri sul Mare, è Consulente Artistico del comune di Gerace con il dott Pasquale
Migliaccio.
Dal 1990 è docente presso l'I.s.f.o.m. (ist di formaz. Per operatori musicoterapisti) di Napoli diretto dal Dott.
G. Di Franco dove insegna Musica Folclore e Movimento nella ritualità popolare del centro-sud Italia e nel
mediterraneo. Dal 98 collabora con il Conservatorio di musica U.Giordano di Foggia per conto dell'Ismez e
della Confiam, in qualità di docente di Terapia e Folclore.
Dal 99 al 2005 ha fatto parte del corpo docente della Scuola di Arti e Terapie della seconda Università di
Roma Tor Vergata (Terapia e Folclore). Sempre per la Musicoterapia ha collaborato con "Diverse Abilità" nel
Progetto Horizon della Comunità Europea. E' docente presso l'Istituto di Arti e Terapie di Lecce e
collabora con il Dsm di Frascati e Velletri.
Dal 2000 tiene Laboratori sul Canto Popolare Italiano e sulle Danze del Sud-Italia presso il distaccamento
del Conservatorio di Vienna e Puchberg.
E' ideatore e direttore artistico di “Etnie” con l'Accademia Musicale Interamnense (laboratori sulle
tradizioni popolari del Mediterraneo).
E' Coordinatore Artistico del progetto Med-Music.Theatre e Arti Popolari del Poker D'assi a Saracena (CS).
Ha fondato il Coordinamento Nazionale del Diritto alla Musica di cui ne è presidente dal 2008.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con: l'Orchestra Sinfonica Abruzzese, il Teatro Marrucino di
Chieti, l'Accademia nazionale di Santa Cecilia, l' Orchestra Nova Philarmonia, Romaeuropa Festival, RAI
international, Rai1, Rai3, Radio1, Radio3, Radio 3 Belgique, Radio 2 France, Orff Austria, Zdf
Germania .

Nel vulcano Vesuvio pulsano i ritmi che da sempre accompagnano i canti ed i balli tradizionali dell'area
campana e di tutta l'Italia centro-meridionale.
Ma questa terra fertile ha accolto anche il battito ritmico di tutte quelle genti che da altri luoghi,
attraversando il grande mare sono approdati quaggiù.
Così, rispettando la natura vulcanica in questa "Terra e' motus", il Vesuvio è il "grande tamburo" che
scandisce il tempo per canti antichi e per nuove contaminazioni. Il progetto Tamburi del Vesuvio nasce,
nel 1994, dalla volontà di Nando Citarella di dare voce alle contaminazioni etnico-culturali che la realtà
sociale italiana stava cominciando ad esprimere.
Da profondo conoscitore ed "appartenente" alla realtà sociale delle feste popolari e non del sud Italia
già nel 1990, Nando Citarella, durante una conferenza presso l'Università di Rio de Janeiro su:
"Sincretismi religiosi e Sinergie musicali" diceva:
(...)"Percorrendo gli itinerari delle feste popolari, religiose e non, si possono incontrare persone
provenienti da paesi diversi dal nostro (Turchia, Marocco, Senegal, Albania, India, Brasile, Cuba
ecc.),le quali si integrano in quello che per loro è un esempio culturale che sembra evocare,
nonostante la diversità, le proprie realtà d'origine.
Non è un caso quindi che, durante le feste popolari del nostro Sud i suoni di Djembè africani o di
Masar e Bendir nord africani, si mescolino agli antichi ritmi delle tammurriate e delle tarantelle(...)"

Questa semplice considerazione ha ispirato ed ispira il percorso dei Tamburi del Vesuvio. Nel corso di
questi anni dal continuo apporto dato dalla collaborazione di artisti provenienti dalle realtà etniche più
varie e dalla direzione di Nando Citarella è nato un linguaggio proprio, una peculiarità espressiva che
rende la musica dei Tamburi del Vesuvio antica e moderna al tempo stesso, in un perpetuo rigenerante
viaggio senza tempo.
Questo "viaggio" ha portato i Tamburi del Vesuvio attraverso i maggiori festival italiani ed
europei.
Nando Citarella: Voce solista, Chitarra, Chitarra battente, Percussioni, Sruti box, Tammorre, Organetto
Carlo Cossu: Violino, Lira calabrese, Bouzouki, Canto armonico, Didgeridoo
Gabriella Aiello: Voce solista, Castagnette, Tammorra
Riccardo Medile: Chitarra classica, Oud, Chitarra portoghese
Gabriele Gagliarin: Cajon, Darbukka, Riq, Duff, Djembé, Tammorra
Alejandro Floridia: Chitarra flamenca
 

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