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Gioia Tauro - Messa in Duomo officiata dal Vescovo, Mons. Luciano Bux,
e sfilata con i rispettivi gonfaloni per le vie del centro gioiese
 
Raduno delle Confraternite religiose
della Diocesi Oppido Mamertina-Palmi
 
Il Vescovo Mons. Luciano Bux; sopra, Mons. Francesco Laruffa apre il corteo della sfilata delle Confraternite
 
on i loro gonfaloni, i loro stemmi, i loro simboli, i loro abiti di foggia particolare, le Confraternite
religiose della Diocesi Oppido Mamertina-Palmi hanno simpaticamente «invaso» Gioia Tauro, dopo
essere arrivati nel Duomo gioiese da vari paesi e città della Piana di Gioia Tauro, per celebrare la
giornata del loro raduno. Sui gonfaloni il nome e l’effige del Santo cui la Confraternita è intitolata, e il
nome della città: Palmi, Polistena, Cinquefrondi, San Ferdinando, Seminara.... Dopo la Messa in
Duomo, concelebrata dal Vescovo Mons. Luciano Bux e dal Parroco della Chiesa Matrice gioiese
dedicata a Sant’Ippolito, è seguita la sfilata per le vie del centro di Gioia Tauro. Presenti alla
importante cerimonia sindaco e vicesindaco del Comune di Gioia Tauro, rispettivamente
Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo.
Le Confraternite, i cui aderenti sono giovani e meno giovani, uomini e donne, in particolare hanno il
compito di portare a spalla le statue dei Santi durante le processioni. Sono anche protagonisti di vari
riti religiosi, tra cui l’«Affruntata», bellissima cerimonia che si svolge in tanti centri pianigiani la
domenica di Pasqua.

e Confraternite sono associazioni cristiane (ma esistono anche in altre religioni) fondate con lo scopo
di suscitare l'aggregazione tra i fedeli, di esercitare opere di carità e di pietà e di incrementare il culto.
Sono costituite canonicamente in una chiesa con formale decreto dell'Autorità ecclesiastica, che è la
sola che le può modificare o sopprimere ed hanno uno statuto, un titolo, un nome ed una foggia
particolare di abiti. I loro componenti conservano lo stato laico e restano nella vita secolare; essi non
hanno quindi l'obbligo di prestare i voti, né di fare vita in comune, né di fornire il proprio patrimonio e la
propria attività per la Confraternita. La denominazione di queste associazioni fu varia nei secoli e
diversa in Italia da Regione a Regione. I termini più frequenti furono «Confraternitas», «Fraternitas»,
«Fraterie», «Confratrie», «Agape», «Caritas», «Consortia», «Fratele», «Fraglia», «Sodalitium»,
«Sodalitas», «Gilda», «Gildonia», «Schola». I sinonimi tuttora usati sono «compagnia»,
«Congregazione» o «Congrega», oltre a «Confraternita» e «Arciconfraternita». Vi è infine il termine
«Estaurita» o «Staurita», in uso a Napoli e nelle sue province nei secoli scorsi. L'origine delle
Confraternite è molto incerta e non mancano ipotesi di collegamento con istituzioni già esistenti in
epoca pre-cristiana, i «Collegia» romani o le «Fraterie» greche e della Magna Grecia. Le Confraternite
hanno radici molto antiche. Se ne trova menzione nel Quindicesimo canone del Concilio di Nantes
celebrato nell'anno 895, e se ne fa parola nella vita di San Marziale scritta da uno dei suoi discepoli.
Recenti studi comproverebbero l'esistenza di Confraternite in Europa forse già nel quarto secolo,
sicuramente in Francia nell'ottavo e in Italia nel secolo successivo. Notizie certe confermano,
comunque, la presenza di associazioni laiche agli albori dello scorso millennio, sia nelle città che nei
villaggi italiani, operanti in missioni umanitarie negli ospedali e tra i poveri colpiti da malattie. Una
Confraternita di questo tipo è documentata a Viterbo agli inizi del secolo undicesimo e a Orvieto alla
fine dello stesso secolo.
(Fonte: www.confraternite.it)
 

 

 

 

 

 

 

Da sinistra: Jacopo Rizzo, Renato Bellofiore, vicesindaco e sindaco del Comune di Gioia Tauro, e Mons. Laruffa

 

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